carlo1974 ha scritto:
chiedo ancora consigli sulla regolazione del pilota automatico .
dunque, il pilota andrebbe anche benino , però come c'è un pochino di vento 9-10 nodi , niente di che...) e la barca comincia a sbandare un po , lui ogni tanto innesca un pendolo .
và troppo all'orza , poi si ripiglia in ritardo e va tutto alla poggia e poi di nuovo troppo all'orza .
detto così sembrerebbe un comportamento "quasi" normale con tanto vento...
è un autopilota che si basa sulla sua bussola... non un timoniere.
Non può prevenire ne facilmente compensare le raffiche, le onde...
E quando inizia a spostarsi la barca sotto il loro effetto (e al autopilota serve che la barca cambi rotta perchè se ne accorga) è troppo tardi per tenerla in rotta.
Però se questo degenera in correzioni di timone esagerate (tutto alla poggia, poi tutto all'orza) allora c'è qualcosa che non va.
Ci possono essere diversi scenari che portano a un simile risultato:
- guadagno (1) troppo basso: che fa si che il pilota corregge troppo poco...
con una barca particolarmente orziera, finisce all'orza (non riesce a contrastare la tendenza orziera) e si ferma, per poi poggiare (ci pensa il vento) e ripartire dal traverso verso un nuovo "ciclo"
- guadagno (1) troppo alto: corregge esageratamente per cui innesca una oscillazione tra troppo orzato e troppo poggiato..
- smorzamento (13) troppo alto: il pilota "trascura" per troppo tempo i fuorirotta e quando decide di intervenire è costretto a farlo in modo aggressivo e finisce per "strafare" dall'altro lato...
carlo1974 ha scritto:
lo smorzamento è a 3 come consigliato .
in effetti a 4 era troppo reattivo .
Non mi torna.
4 è maggiore di 3... più si aumenta lo smorzamento più il pilota diventa "sordo" ai piccoli cambiamenti. (ossia comincia a correggere solo se l'errore è più di TOT gradi).
carlo1974 ha scritto:
da quello che scrivi , dovrei variare il guadagno , giusto?
calo o cresco ? me se modificando il guadagno non risolvo , come mi conviene agire sullo smorzamento o su entrambi ?
finchè la barca non sbanda oltre i 10 gradi e se non c'è onda , il pilota così settato lavora in maniera soddisfacente .
Parti dalla prova "ufficiale":
- MARE CALMO, viaggia a motore a velocità di crociera (4/5 nodi o giù di li).
- SMORZAMENTO A 3.
- imposta una rotta col pilota.
- mettilo in auto
- cambia la rotta di 40 gradi premendo rapidamente 4 volte il tasto +10
a questo punto da barca deve fare una brusca variazione di rotta verso dritta.
- controlla la bussola della barca: la prua della barca deve oltrepassare la nuova rotta di circa 5 gradi per poi riassestarsi sulla rotta corretta (quella di prima + 40 gradi)
- se non va oltre la nuova rotta significa che ha troppo poco guadagno (AUMENTALO DI 1)
- se va molto oltre i 5 gradi rispetto alla rotta finale durante la manovra allora il guadagno è troppo alto (ABBASSALO DI 1)
- ripeti finchè la sovraelongazione non è circa 5 gradi.
A questo punto il guadagno è impostato correttamente.
Se con questo guadagno quando vai a vela noti che ancora fatica a mantenere la rotta, ABBASSA lo SMORZAMENTO.
Diventerà più "nervoso" e correggerà in continuo, ma sarà più bravo a mantenere la rotta.
PS: una cosa che molti trascurano è la corretta installazione del pilota.
La boccola dove si infila il pilota deve essere installata esattamente a 46cm dall'asse del timone.
Cambiare questa distanza significa cambiare il guadagno del pilota e potrebbe non essere compensabile con i valori a disposizione del parametro gain.
carlo1974 ha scritto:
ho fatto un pò di prove , modificando entrambi i valori , ma son sempre state prove peggiorative ...
ci sono altre variabili da modificare ?
putroppo no.
e confermo che non è sempre semplice impostarlo per un funzionamento ottimale.
Specie su barche che tendono a sbandare parecchio...
(lo sbandamento gli falsa i parametri di reattività del timone)
Magari lo si imposta "reattivo" per riuscire a mantenere la rotta con vento moderato, ma poi quando c'è bonaccia è come se avesse bevuto una damigiana di caffè e non se ne sta fermo sulla sua rotta...
