Marinai di Terraferma

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Stag 18: ricomincio da zero
MessaggioInviato: 07/02/2026, 23:57 
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Iscritto il: 22/12/2019, 23:40
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Ciai a tutti, bentrovati.

Difficile qualcuno possa ricordarsi di me: colpa pure mia che ho rivisitato il forum solo sporadicamente perché… in questi anni si è “frapposta la vita” e non ho potuto curare lo Stag 18 che ho acquistato e lasciato sospeso -sembra impossibile- nel 2020 senza fargli toccare acqua.

Era stato riparato dopo l’incredibile incidente avvenuto nel trasportarlo proprio il giorno dell’acquisto, dopodichè ho dovuto lasciarlo parcheggiato nel piazzale del Circolo, vieppiù che già da allora non c’è più accesso al mare per interramento dello specchio d’acqua prospicente lo scivolo di varo/alaggio (!).

In gennaio ho finalmente caricato lo Stag 18 su carrello stradale e l’ho portato a casa: ho la fortuna di abitare in campagna e di avere un po’ di spazio disponibile.

Purtroppo in questi anni l’esposizione e le mie poche visite hanno portato ad un ammaloramento generale: lo asciugavo ogni quando potevo, ma v’erano dei periodi in cui per settimane ristagnava abbondante acqua piovana all’interno.

Finalmente a casa l’ho lavato con l’idropulitrice e ho passato il VIM su tutta l’opera sfregando la spazzola con abbondante olio di gomito; poi ho pulito l’interno con varechina per togliere le estese macchie di muffa.
Come era facile prevedere, i legni si sono in buona parte rovinati e si sono instaurate delle infiltrazioni: ho tolto i semplici arredi, e ho realizzato che alcuni pezzi della sentina dovrò rifarli.

Il piano della cuccetta di prua è recuperabile: l’ho smpomtato e carteggiato, e lo rimonterò dopo averlo trattato.
Il volume sotto la cuccetta di prua è pieno di schiuma poliuretanica: penso di rimuoverla per ispezionare la sentina anche a prua e poi di rimetterne di nuova.
Le due panchette/cuccette laterali sono ancora usabili: le rimetterò in sesto abbassandone la seduta di qualche cm.

I pani di ghisa della zavorra sono arrugginiti, butterati e in pessime condizioni: ho arrangiato uno scivolo da poggiare fra scassa di deriva e apertura del tambuccio in modo da farci scivolare sopra i pani e portarli in pozzetto. Proprio in pozzetto ho fatto una prima pulita per togliere le esfoliazioni di ruggine: il muratore mi ha prestato alcuni tubi Innocenti con cui ho attrezzato un trespolo per portare i pani a terra, in modo da poterli trattare come si deve con ossalico, ferox e smalto antiruggine. Li rimonterò alla fine, lasciandoli sollevati dalla sentine di un cm circa in modo che l’acqua non resti proigioniera a ristagnare, ma possa scorrere sotto i pani per essere rimossa dalla pompa di sentina.

La deriva… è incastrata a morte !
Non so per quale motivo: forse gonfia di acqua o perché la scassa di deriva si è deformata durante la caduta causata dal trapsortatore.
Ho lubrificato e allargato un po’ la luce della scassa per smuovere la deriva e farla scendere un po’: sempre durissima, ora sfiora la struttura del carrello stradale: per farla scendere completamente dovrò posizionare lo Stag su un invaso.

Gll ancoraggi delle lande sono ammalorati, per cui ho dato una pulita con moletta, disco da sgrosso e disco con spazzola in ferro per rimuovere esfoliazioni di ruggine e vedere cosa stesse succedendo in questi punti.
L’ancoraggio della landa di dritta sembra che sia usabile, per cui la tratterò con ferox e dovrebbe poter andare almeno per i primi giretti.
L’ancoraggio della landa di sinistra presentava già a vista un affossamento con tracce di ruggine sopra la coperta, mentre all’interno era evidente un rigonfiamento verso il basso della vetroresina nell’ordine di uno/due cm !
E’ evidente che è un punto da cui si è infiltrata acqua, per cui ho tagliato con la moletta dall’interno cabina per esporre la piastra su cui insiste l’ancoraggio della landa: la lastra in origine penso avesse spessore di 8 o 10mm prima che la ruggine l’attaccasse, ed era talmente malmessa che all’inizio pensavo non fosse di metallo, ma che fosse un pezzo di multistrato marcio !

Penso di ripulire meglio la zona e di non rimuovere quel che resta della piastra rovinata (per sostituirla dovrei aprire lo scafo e ricostruire la zona ex novo), ma di “aiutarla” sovrapponendole una nuova piastra di circa 10x25cm: il “cavalletto a U” su cui si ancora la landa lo rimonterò inserendolo e imbullonandolo ad entrambe la piastre. Rinforzerò prima con vetroresina la zona attorno alla piastra originale e i punti su cui poggerà la piastra di rinforzo.

Qualche punto della coperta è un po’ cedevole: da qualche punto traspare luce e sembra non sia stata costruita a sandwich, ma che sia costituita da un singolo strato di vetroresina.
La vorrò rinforzare con delle costolature di sezione 1.5x1.5cm su cui applicherò vetroresina.

Mi piacerebbe se fosse possibile applicare dei rinforzi che permettano di rimuovere il puntale che puntella l’albero: pensavo a una parete divisoria in multistrato da 18mm posta sotto l’albero, con un’apertura grande giusto il necessario per accedere alla cuccetta di prua.

Ultima scoperta è stata una fessura che ho visto sotto lo scafo in corrispondenza della scassa di deriva: non so se anche per questa devo ringraziare il trasportatore o se si tratta di un danno dovuto all’azione degli elementi. In ogni caso potrò vederla meglio e decidere come intervenire dopo che avrò rimosso la deriva e magari messo il tutto sull’invaso che ho messo in conto di dover costruire.

Questo è l’attuale “conto della spesa”... cui spero non debba aggiungere molto altro (anche perché c’è rimasto poco !). Il rig spero non richieda interventi importanti: per ora l’albero è parcheggiato sul retro del garage.
Sto prendendo in mano quello che ho capito sarà un lavorone…; faccio conto di non aver comprato un barchino, ma una scocca da completare (e una scocca forse sarebbe stata più facile da portare a termine !).
D’altro canto, smaltimento a parte, non ho alternative...

Lo Stag 18 è un barchino che mi piace molto e che a lungo ho cercato. Proprio perché molto desiderato e negletto, voglio fare il possibile per rimetterlo in forma, non foss’altro che per una questione di orgoglio personale e per vedere se sono ancora in grado di fare qualcosa.

Scrivo anche nella speranza che questa mia storiella interessi qualcun’altro cui vada di scambiare opinioni ed esperienze, nonché per fare due chiacchiere e rianimare un po’ il forum MDT che, di grande ispirazione per me, mi è spiaciuto vedere un po’ giù di tono negli ultimi anni.

Buon vento.

G.


Allegati:
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Commento file: Stag 18 con trespolo per paranco
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Commento file: ancoraggio sottocoperta della landa di sinistra
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Commento file: parete di sinistra e landa di sinistra ammalorata con distacco VTR
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Commento file: ancoraggio in coperta per landa di sinistra con cavalletto a U
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Commento file: interno Stag con legni rimossi, schiuma poliuretanica a prua, ancoraggio landa di dritta ammalorato
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Commento file: pulizia zavorre
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 Oggetto del messaggio: Re: Stag 18: ricomincio da zero
MessaggioInviato: 09/02/2026, 16:51 
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Iscritto il: 03/08/2023, 5:56
Messaggi: 36
In bocca al lupo!! sara' un bel lavorone.. ma il bello e' proprio quello!
sistemare una barca che ha bisogno di cure e' sempre un gesto nobile..


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 Oggetto del messaggio: Re: Stag 18: ricomincio da zero
MessaggioInviato: 09/02/2026, 17:26 
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Iscritto il: 16/11/2009, 9:24
Messaggi: 3538
Località: (UD)
Gianluca-70 ha scritto:
Ciai a tutti, bentrovati.
Difficile qualcuno possa ricordarsi di me


e chi se lo dimentica uno stag che finisce per schiantarsi di poppa su entrambi i lati, subito prima di esser arrivato al sicuro...
Disastro
:cry:

A vedere le foto le infiltrazioni d'acqua e il tempo hanno fatto bei danni...

mi stupisce la foto della scassa di deriva, sembra sia in compensato e non in VTR.
Se e' cosi', potrebbe essersi gonfiato per l'infiltrazione di acqua e questo impedisce il movimento della deriva.

Per quel che riguarda abbassare le sedute laterali, non so se anche quelle erano riempite di schiuma, ma a vedere quel che e' successo a Blu di Jamaica (un altro stag18)... direi che un po' di riserva di galleggiamento in piu' non guasta. Anzi.
E ridurle di qualche cm in altezza significa togliere litri (Kg) preziosi di riserva di galleggiamento.
Se invece non erano riempite di schiuma, e' il caso di pensare a farlo.

Per chi non avesse sufficiente memoria, ecco la scuffia dello stag18 a Trieste:
Scuffia Blu di Jamaica

di fatto galleggiava grazie all'aria intrappolata al suo interno, non appena i vigili lo hanno raddrizzato (sul molo a Barcola) sarebbe affondato se non fosse stato sostenuto da terra.


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