Marinai di Terraferma

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 Oggetto del messaggio: Vecchie Barche
MessaggioInviato: 16/01/2015, 23:57 
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Iscritto il: 10/04/2013, 13:35
Messaggi: 258
Località: Padova
Facendo zapping alla televisione ho trovato questo canale 65 mi pare si chiami "acqua".
Qualche sera sogno guardando delle regate varie che fanno in giro per il mondo con delle barche d'epoca o relativamente "vecchie" nelle linee tutte molto strette e affusolate poppe strettissime e fuori acqua di un'eleganza strabiliante,sembrano disegnate con una logica filante che accarezza il mare (passatemi dei termini forse impropi) facendo una premessa che ho cultura zero in questo campo mi chiedo: come mai per decine di anni forse piu' di un centinaio si siano fatti scafi con questo criterio mentre adesso gli scafi sembrano dei "gommoni" con chiglia e albero? E' solo frutto di richieste di spazi interni sempre maggiori oppure c'e' dell'altro? Poi in fatto di prestazioni pagano comunque queste nuove linee? Si direbbe di no a mio avviso secondo una mia personale "logica estetica".
Per un tot di anni perche' perche si sono mantenute queste forme e cambiate solo in tempi relativamente recenti (forse anni 90)?
Per la velocita' immagino gia' la risposta visto per esempio la barca di Soldini con cui fanno i record sembra un triangolo isoscele!
Buon fine settimana a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchie Barche
MessaggioInviato: 17/01/2015, 2:17 
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Iscritto il: 16/11/2009, 10:24
Messaggi: 2858
Località: (UD)
una risposta esauriente richiederebbe due trattati, uno di storia della vela e uno di architettura navale.

Come mai per quasi 100 anni sono state fatte barche strette e filanti con la poppa stretta e fuori dall'acqua?

Primo: perche' le regole per regatare facevano si che fosse "conveniente"...
ossia, a soldoni, visto che il sistema di "confronto" (rating/handicap/classi) si basava principalmente sulla lunghezza al galleggiamento (in condizioni di barca ferma e non sbandata), il fatto di avere grandi slanci a prua e a poppa faceva si che la lunghezza al galleggiamento in condizioni di "misura" fosse limitata, ma in condizioni di navigazione gli slanci si "appoggiano" sull'onda allungando la lunghezza al galleggiamento e quindi la velocita' critica, permettendo quindi di raggiungere velocita' maggiori in dislocamento.
L'apice di questo modo di concepire le linee d'acqua si e' avuto con le barche IOR di fine anni 70 e primissimi 80... l'era dei limoni (barche con bagli notevoli, slanci lunghi e prue-poppe affusolate).
Poi c'e' stato l'avvento del regolamento IMS invece dello IOR e tutto e' cambiato...

Naturalmente le barche da regata fanno da traino alle linee di quelle da crociera.. .almeno per la gran parte... (a tutti piace pensare di avere la barca che "corre" e non un "chiodo")

Secondo: perche' le barche cosi' fatte reggono bene il mare e sono comunque robuste... non hanno problemi di ingavonamento col mare di poppa e possono sopportare quindi bene un mare che monta mentre fuggono per tornare al porto.. Non occorre chissa' che tecnologia e si possono utilizzare materiali "normali" per la costruzione
Penso in particolare ai pescherecci...

E a questo punto sorge spontanea la domanda opposta...
Perche' allora le barche moderne sono simili a ferri da stiro triangolari con albero e una lama per la deriva e i timoni appesi?

Un motivo l'hai gia' detto... gli spazi interni... se confronti un moderno bavaria di 10m con uno scafo vecchio stile di pari lunghezza, non c'e' confronto... nel nuovo scafo lo spazio interno utilizzabile e' praticamente il doppio...

Secondo il regolamento...

Ma ci sono anche motivi di carattere tecnico/velico...
Intanto gli scafi sono costruiti in VTR e sono leggeri.. molto piu' leggeri di una volta..
ora invece di cercare di sfruttare al max la lungh. al galleggiamento in dislocamento si cerca di andare in planata o almeno surfare sulle onde.. anche grazie all'uso di spinnaker e gennaker che una volta non c'erano...
Per poter tenere bene un gennaker e' necessaria una poppa larga per avere sostentamento per la surfata o planata, e delle linee d'acqua disposte piu' o meno come un tronco di cono.. questo per far si che la pressione del genny si scarichi su tutta la lunghezza dell'opera viva senza far sprofondare lo scafo
[ su una barca "vecchio stile" il gennaker spinge di lato la prua che pero' non ha volumi da immergere per compensare quella spinta... deve necessariamente sprofondare parecchio il mascone, che squilibria la barca, frena e impedisce la planata ]

Chiaramente, il rovescio della medaglia e' che di bolina lo scafo e' come una scopa al contrario... ti distrai un secondo e o sei al vento o hai poggiato di brutto.... (mentre i limoni procedevano dritti come fusi)
e probabilmente stringi di meno...

Questo e' come mi sono fatto io l'idea... mi piacerebbe sentire anche altri pareri...


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchie Barche
MessaggioInviato: 17/01/2015, 9:05 
fai un'analisi giusta,il risultato è che i compromessi creano grossi
problemi hai progettisti,2 in particolare;la voglia di avere una abitabilità
buona su barche piccole,e il passaggio sopra i 10 metri da natante a barca
secondo il mio punto di vista,nel piccolo, il punto di riferimento sono i minitrans
specialmente di qualche anno fa chi si discosta troppo non credo faccia bene


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchie Barche
MessaggioInviato: 17/01/2015, 14:00 
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Iscritto il: 23/09/2010, 15:39
Messaggi: 814
pienamente d'accordo con guru!
Altro problema è il confort in navigazione: barca piatta sbatte molto sull'onda, le vecchie linee affusolate invece vi penetrano, risultando molto meno brusche.Di contro le moderne, grazie a materiali quali kevlar e carbonio etc, ad appendici evolute e studi idrodinamici più precisi garantiscono prestazioni e sicurezza che una volta ci si sognava...per non parlare della facilità di manovra:)


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchie Barche
MessaggioInviato: 17/01/2015, 14:19 
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Iscritto il: 04/11/2009, 17:08
Messaggi: 12590
Località: Arese
Per cento anni si sono fatte barche con slanci lunghissimi, strette e pesanti. Come dice guru, sicuramente il motivo è da trovarsi nei regolamenti, che poi hanno anche influenzato i "dettami" di bellezza e di sicurezza facendo intendere che gli scafi stretti pesanti e con chiglie lunghissime erano anche sicuri. Niente da dire ovviamente, ma la storia della vela va ben oltre ed è lunga 100 volte di più, senza parlare degli albori, quando tutto era più che altro condizionato da necessità e possibilità tecnologiche, parlando quindi della fine del '700, primi '800 quando la scienza e la tecnologia iniziavano lo studio della fluidodinamica, le barche per fare i viaggi in comodità e portandosi quello che si voleva erano, larghe, panciute e leggere.

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L'unico retaggio che si è perso è l'assenza di chiglia, ma questo, ribadisco unico, è dato solo dalle possibilità tecnologiche e dalla portatile del tempo. Sono sicuro che se avessi dato ad un genovese della fine del '700 la possibilità di fondere e sagomare qualche tonnellata di piombo la avrebbe fissata ad una lama sotto la chiglia.


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