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 Oggetto del messaggio: L'intervento di De Falco apre nuove strade all'inchiesta
MessaggioInviato: 18/01/2012, 14:46 
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La telefonata di DeFalco e la sua messa in onda apre a nuove anlisi dell'accaduto. Questo testo è tratto dal Forum Amici della Vela che a sua volta l'ha copiato da altri:
Leggetelo perché è un'analisi fatta da un, sepur sedicente, operatore del settore.


DE FALCO 1 VOCE FUORI DAL CORO ....

Temo invece di avere ancora qualcosa da raccontarti e vedrai che poi
cambi idea, anche se saro' costretto ad allargami un po', d'altronde ci
sto prendendo gusto, non me ne volere.

La tua (e non solo tua) reazione all'ascolto della telefonata tra
Schettino e De Falco e' dovuta al fatto che parti da alcuni presupposti
sbagliati, e che cedi all'aspetto emotivo, incoraggiato anche dal tono
concitato e fascinoso del De Falco stesso, e questo ti fa velo.

Cominciamo a definire il contesto:

1) Non vorrei che si pensi che voglio a tutti i costi difendere
Schettino, non e' mio parente, te l'assicuro, e non ho azioni Carnival
nel mio portafoglio. Schettino ha commesso un errore gravissimo ed
imperdonabile, e' riuscito con un unico stupido errore (passare due o
trecento metri piu' vicino agli scogli di quanto voleva e due o tre
miglia piu' vicino di quanto doveva), a spedire al creatore qualche
decina di sventurati, a mandare a fondo forse 800 milioni di euro di
alta tecnologia navale, a rovinare l'assicurazione, a cancellare il
marchio COSTA dai mari, che a questo punto e' diventato un marchio
d'infamia, a far perdere alla Carnival un quarto del suo valore, ad
arrestare la crescita di uno dei comparti economici piu' promettenti, ed
a distruggere la sua carriera e la sua vita e scusa se e' poco! ha fatto
piu' danni lui alla navigazione marittima di tutti gli u-boote della
seconda guerra mondiale!

Non ho quindi alcuna simpatia personale, semplicemente vorrei che si
evitasse di infierire a vanvera, se non altro per non fare la figura
degli sciocchi!

2) E' vero che il codice della navigazione statuisce che in caso di
abbandono nave il Comandante deve essere l'ultimo a lasciare la nave,
come fa notare giustamente "gianfederico", ma da molto tempo questa
norma viene interpretata e non presa alla lettera, se non a volte dai
militari (poi ti spiego perche').
La ragione e' semplice: perche' applicarla alla lettera in alcuni casi
(e questo e' uno di quelli) non avrebbe alcun senso o sarebbe
semplicemente impossibile.
Il senso della norma e' che il Comandante e' responsabile del
salvataggio dei passeggeri e dell'equipaggio e non puo' abbandonarli al
loro destino. Non risulta che Schettino l'abbia fatto.

3) con tutto il rispetto e l'affetto per i membri della Guardia
Costiera, tra i quali ho molti amici e con la quale collaboro (sono uno
dei periti della Direzione Marittima della mia regione, e ho partecipato
a diverse commissioni proprio sui sinistri marittimi), devo pero' dire
che non sempre sono competenti come dovrebbero. Non sono in effetti dei
naviganti, e a parte all'inizio della loro carriera quando fanno
servizio in mare, stanno per lo piu' in ufficio. Conoscono molto bene
leggi e regolamenti, e in genere tendono a rispettarli alla lettera, da
buoni burocrati e da buoni militari, perche' da questo lato sono
vulnertabili a denunce e ricorsi, ma spesso le sparano grosse sulle
questioni tecniche. Lo ripeto, non e' negligenza la loro, ma solo
oggettiva ed inevitabile mancanza di esperienza pratica.
I naviganti li ossequiano, perche' sono pur sempre l'autorita'
marittima, ma non hanno una grande considerazione delle loro capacita'
marinaresche.

Veniamo adesso di ricostruire la dinamica dei fatti:

Schettino manovra per passare vicino al Giglio per la famosa
"navigazione turistica", qualcosa va storto, forse una piccola avaria,
forse un semplice concentrato di sfiga, toppa alla grande ed urta il
fondo, probabilmente in accostata, nel tentativo di allargarsi.

La sala macchine comincia ad allagarsi, probabilmente in fretta, non
sarei sorpreso se qualche macchinista fosse ancora la' sotto, partono ad
un certo punto i generatori di emergenza, ogni nave li ha, il piu'
possibile lontani dall'acqua, compatibilmente con il loro peso. Si
spegneranno piu' tardi, quando lo sbandamento superera' l'angolo critico
oltre il quale non possono funzionare e si bloccano in automatico.

Schettino cerca di capire quali danni abbia la nave, teniamo conto che
e' shoccato ed incredulo, probabilmente allerta il personale, ma non
avvisa i passeggeri, ovviamente per non generare panico.

Quando si rende conto che la nave ha danni gravissimi, manovra per
portarla in costa o forse ce la portano le correnti che in quel punto
vanno effettivamente per nord-ovest, la nave ha una propulsione
diesel-elettrica che dovrebbe essere andata in avaria quasi subito, ma
potrebbe aver percorso quel breve tratto con l'abbrivo residuo o forse
un po' l'uno e un po' l'altro o forse ancora il Direttore di macchina e'
riuscito a tenere duro per un po'.

La nave tocca il fondo, comincia subito ad ingavonarsi, si cominciano ad
evacuare i passeggeri, problemi con le lance, ma Giglio porto e' vicino
e si puo' fare la spola.

In una nave da crociera il personale tecnico e' relativamente poco, per
cui occupa i posti chiave mentre una parte del personale di camera e
cucina viane addestrata per il servizio delle lance. Gli assistenti del
Commissario, responsabili delle varie aree, hanno il compito, sempre che
possano, di passare a pollice le zone di loro competenza, per
assicurarsi che non resti gente nei locali.

Schettino resta a bordo sicuramente fino a mezzanotte, ci sono
testimonianze in tal senso, quando la nave e' ormai quasi coricata sale
su di una lancia e coordina i soccorsi da li, dato che da bordo non
potrebbe fare piu' niente, e' la cosa piu' sensata che puo' fare dato
che quello e' adesso il punto di osservazione migliore, ed infatti su
quella lancia lo contattera' De Falco.

A quel punto restano a bordo due o trecento persone, quasi tutti membri
dell'equipaggio, che lasciano la nave ordinatamente dalla famosa
biscaggina, forse proprio sulla lancia di Schettino (filmato in
infrarossi), arriva un elicottero probabilmente per evacuare un ferito o
un cadavere, i soccorritori non trovano il Comandante e lo comunicano a
De Falco, questo chiama Schettino ed abbiamo la famosa telefonata.

Schettino sta facendo quello che puo', forse bene (l'abbandono della
nave e' stata uno straordinario successo, finalmente i *stupidotti*
scribacchini cominciano a riconoscerlo), forse male, ma sicuramente non
e' scappato affatto, e' li, dove deve essere, e cerca di farlo capire a
De Falco, probabilmente non potrebbe risalire a bordo nemmeno volendo,
ma soprattutto a che scopo, per ostacolare la discesa degli altri?
Stanno scendendo, fra poco saranno tutti a terra, cosa ca@@o doveva
risalire a fare, per dirgli ciao?

Doveva cercare i dispersi tutto da solo, nel buio totale, su una nave
coricata su un fianco, i cui 17 ponti sono un labirinto che viaggia sui
150.000 metri quadri?
In tre giorni di ricerche i sommozzatori non sono riusciti ad esplorarne
che una piccola parte, cosa doveva fare Schettino?
E quali dispersi poi, penserai mica che abbiano fatto l'appello a 4300
persone? Nemmeno adesso sanno esattamente quanti ne mancano.

Ma mettiamoci nei panni di De Falco: Lui e' a Livorno, la nave non la
puo' vedere, ha solo comunicazioni radio, e' un impiegato, non un
marinaio, della situazione tecnica non ha capito una cippa, conosce le
leggi, ma le applica da militare, alla lettera, soprattutto per pararsi
il didietro; ha in mano una patata bollente grossa come lo scoglio che
si e' portata appresso la Concordia, intorno a lui vede volteggiare
stormi di "uccelli paguli" e fra pochi giorni o addirittura ore un
grosso energumeno peloso che si chiama "Ispettorato Generale delle
Capitanerie di Porto", anzi no, da qualche anno "Comando Generale ecc."
lo prendera' per il cravattino e gli domandera': "ma tu, che sapevi che
ogni secondo giorno passava dal Giglio (sotto la tua giurisdizione) una
navona grande grande e piena di gente a fare il contropelo agli scogli,
cosa sommamente deplorevole, perche' ca@@o non hai emesso una bella
ordinanza per impedirlo, eh?"

L'ha fatto apposta? ...

Non tanto a farla quella comunicazione, che al momento era probabilmente
solo il frutto di una cattiva percezione della situazione, peraltro
comprensibile, dal suo punto di osservazione.

No, non a farla, a diffonderla, cosa che nessuno lo obbligava a fare, ma
che l'ha fatto diventare sui media "L'Italia vera, "La voce del dovere",
e via delirando, che tanto Schettino era fottuto in ogni caso!

Sanzionarlo, adesso, sarebbe imbarazzante, non si puniscono gli eroi!

Cordiali saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: L'intervento di De Falco apre nuove strade all'inchiesta
MessaggioInviato: 18/01/2012, 15:25 
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Iscritto il: 05/11/2009, 18:02
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Senti Paddy, io sono stato garantista finché ho potuto, l'hai visto da te quello che ho scritto ma non ci possono essere due verità:
1) la prima è che lo Schettino, o chi per lui perché ancora non si sa chi era veramente al comando, ha commesso una azione sconsiderata e imperdonabile che ha causato la morte probabile di decine di passeggeri che forse potevano essere salvati se avesse agito subito. Questo è il primo errore;
2) il ritardo dei soccorsi poteva essere fatale ed in parte lo è stato. Anche se fosse vero il fatto che la Compagnia gli avesse detto di proseguire non ha grande importanza, lui doveva accertarsi dei danni e prevedere l'accaduto. I primi attimi di un incidente in mare sono fatali, "Titanic docet". Questo è il secondo errore;
2) è vero, anche per me l'abbandono della nave non è un aspetto sostanziale, ci si può ragionare giorni e settimane ma nel dubbio che abbia fatto bene o abbia fatto male, con 300 persone ancora a bordo, prevale la seconda ipotesi. All'inizio io stesso avevo detto che ci potevano essere delle motivazioni plausibili, ma allora dove lasciare su il I ufficiale, coordinando l'azione. Questo rimane comunque il terzo errore;
Poi che in tutta questa storia ci siano altre grosse responsabilità da parte della compagnia e della guardia costiera sono d'accordo, non vedo però dietrologie nella telefonata, mi spiace ma non sono d'accordo.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'intervento di De Falco apre nuove strade all'inchiesta
MessaggioInviato: 18/01/2012, 16:12 
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Iscritto il: 02/09/2010, 11:06
Messaggi: 2894
Località: Reggio Emilia
difficile dire se si è o meno d'accordo.....penso che tra noi ci siano solo opinioni o pensieri....essendo così esterni dal fatto.

Per me rimane il fatto che la costa non doveva navigare a così poca distanza....
....che la capitaneria o chi per essa doveva sanzionare al primo passaggio fuori rotta la nave....

ecco....per me questi sono due punti essenziali.

_________________
https://www.youtube.com/user/TheLimo74


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 Oggetto del messaggio: Re: L'intervento di De Falco apre nuove strade all'inchiesta
MessaggioInviato: 22/01/2012, 15:22 
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Iscritto il: 14/11/2009, 11:55
Messaggi: 58
NOn ho la vostra competenza, ma concedetemi di dissentire invitandovi a fare queste riflessioni:
Lo Schett ha fatto una serie di errori, il primo fare il pelo all'isola, è qui cappella madornale ma oramai è fatta..
Il secondo errore gravissimo il più grave e ha causato la morte di persone, ovvero quello di non valutare correttamente quanto accaduto. Lo Schett pensava di risolvere il problema con l'intervento di una squadra per riparare la falla e ripartire, quindi si concentrava sull'aspetto tecnico\economico della cosa: "ahe adesso riaparamo e ripartimo.." Di conseguenza ecco le bugie ai passeggeri e la sua incoscenza al punto di preoccuparsi della cena e di continuare dire a mentire all'AA.MM.
Se avesse fatto le giuste valutazione avrebbe ordinato l'evacuazione quando la nave era governabile e di tempo ne ha avuto prima che si inclinasse e le scialuppe potevano scendere in ordine con i passeggeri in perfetta organizzazione.
Invece ha convinto le persone a tornare nelle cabine dove ci sono i dispersi che saranno rimasti in attesa di disposizioni che sono arrivate tardi quando la nave inclinandosi trasformava i corridoi di dritta in pozzi.
Ultima questione Schett per giustificarsi affermava di essere stato catapultato in acqua... se aveva le sue ragioni da comandante con la capacità che ne deriva doveva spiegare a De Falc perchè già si trovava sulla terra ferma o sulla scialuppa (ancora non si sa).
Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: L'intervento di De Falco apre nuove strade all'inchiesta
MessaggioInviato: 22/01/2012, 17:11 
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Iscritto il: 16/02/2010, 15:13
Messaggi: 1871
Per me rimane il fatto che la costa non doveva navigare a così poca distanza....
....che la capitaneria o chi per essa doveva sanzionare al primo passaggio fuori rotta la nave....


credo sia sostanziale


poi si sa, dall'alleluiha al crucefige, il passo è breve.

sicuramente non vedo eroi in questa storia.

_________________
Noi parliamo di velocità mettendo la virgola ai nodi, di vele sotto i 10 mq. Un fondale è basso quando scende sotto il metro e i winch sono più che altro estetica. Compriamo le cime dal ferramenta e il motore lo trasportiamo in spalla.


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MessaggioInviato: 22/01/2012, 17:21 
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Solo vittime.


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MessaggioInviato: 24/01/2012, 19:39 
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Messaggi: 91
margutte ha scritto:
Per me rimane il fatto che la costa non doveva navigare a così poca distanza....
....che la capitaneria o chi per essa doveva sanzionare al primo passaggio fuori rotta la nave....


Ciao Raga,
voglio fare una premessa e raccontarvi un aneddoto a tutti voi che siete naviganti e che probabilmente sapete di quel che si parla...

Molti di noi sono usciti per qualche traversata medio-lunga, magari con una barca attrezzata con radar e plotter cartografico che indica, oltre a costa, batimetriche e punti cospiqui, tutte le navi e i natanti che circondano il natante per diverse miglia (nell'ordine di decine o centinaia - a seconda della potenza del radar montato). Ogni battello, un minimo attrezzato per l'altura, emette un segnale univoco, una sorta di targa che consente l'identificazione da parte di chi incrocia quel tratto di mare (ripeto parliamo di decine di miglia).

Una volta di notte, sul monitor del radar vedemmo arrivare verso di noi a tutta velocità un oggetto non identificato (senza "targa"), dopo pochi minuti un fascio luminoso proiettato da una unità militare con i cannoncini spianati ci tagliò la rotta per verificare chi se ne andasse in giro per il mare a quell'ora di notte (magari qualche clandestino)...

Fine dell'aneddoto.

Charlie Papa sapeva e vedeva tutto. Posizione, velocità e rotta; costa e batimetrica. Charlie Papa ha sicuramente monitorato tutto quel che era necessario, per un bel pezzo prima che la Concordia arrivasse nelle acque del disastro; aveva tutti gli elementi necessari per alzare il telefono quando era ancora "tempo" e intimare alla Concordia di togliersi davanti ai c..., davanti a quella zona.
Invece, la telefonata è arrivata dopo...

Non ho tutti gli elementi per giudicare, ma la telefonata registrata e fatta sentire a tutto il mondo non mi è piaciuta proprio,
mi è saputa tanto di "scaricabarile".

Avessero fatto una telefonata con qualche miglio di anticipo.
Ma nessuno ne parla.

_________________
http://dinghymirror.blogspot.com/


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MessaggioInviato: 24/01/2012, 21:11 
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Iscritto il: 14/03/2011, 19:56
Messaggi: 579
quoto in pieno amikus ,parliamoci chiaro è da un pezzo che il nostromo o chi x lui non stà più a prua a scandagliare il fondo di questi sconosciuti atolli purtroppo in troppi potevano far evitare che accadesse un disastro simile e nessuno a fatto nulla in tempo utile ....certo che accendere il radar dopo serve a pochino ....mi spiace solo x le tante vittime innocenti causate da sta banda di criminali ........
tristezza :(


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